Divina Commedia

Inferno · Canto III

Inferno, Canto III

La porta dell’Inferno, gli ignavi e Caronte

Scheda revisionataLettura: 12–18 minuti
Illustrazione dedicata a Inferno, Canto III
Immagine di apertura del canto, usata come orientamento visuale e non come sostituto del testo.

Introduzione

Il terzo canto conduce Dante e Virgilio oltre la porta dell’Inferno. Le parole incise sull’ingresso definiscono il regno della pena come luogo fondato sulla giustizia divina. Prima ancora dei dannati veri e propri, Dante incontra gli ignavi: anime che in vita non scelsero né il bene né il male. Il canto si chiude sull’Acheronte, dove Caronte traghetta i dannati e Dante sviene davanti al terremoto e al lampo vermiglio.

Con il Canto III il viaggio entra davvero nell’Inferno. Porta, iscrizione, ignavi e Acheronte costruiscono una sequenza di soglie: ogni passaggio rende più irreversibile la distanza dal mondo dei vivi. Il suono — parole incise, sospiri, urla, lingue confuse — è fondamentale quanto le immagini.

Riassunto in 10 passaggi

  1. Dante legge l’iscrizione sulla porta dell’Inferno.
  2. Virgilio gli spiega che deve abbandonare ogni esitazione.
  3. I due entrano nel mondo del dolore eterno.
  4. Dante sente lingue, pianti, grida e bestemmie.
  5. Virgilio gli mostra gli ignavi, rifiutati sia dal cielo sia dall’Inferno profondo.
  6. Le anime corrono dietro a un’insegna senza senso.
  7. Insetti e vermi tormentano i loro corpi.
  8. I due arrivano al fiume Acheronte.
  9. Caronte raduna le anime e tenta di respingere Dante.
  10. Un terremoto e una luce vermiglia fanno perdere i sensi al poeta.

Come leggere il canto

Ricorda la successione porta–ignavi–Acheronte: è una costruzione progressiva della soglia, utile per spiegare sia lo spazio sia il giudizio morale del canto.

Cosa ricordare

  • La porta dichiara la natura giusta ed eterna dell’Inferno.
  • Gli ignavi sono esclusi perfino dalla memoria morale.
  • Il loro contrappasso rovescia l’assenza di scelta in corsa perpetua.
  • Caronte è una figura classica adattata all’ordine cristiano.
  • Il terremoto e lo svenimento segnano il passaggio oltre l’Acheronte.

Testo originale · versi selezionati

I passi seguenti sono riportati per accompagnare il commento. La pagina distingue sempre i versi di Dante dalle parafrasi e dalle interpretazioni editoriali.

Versi 1-9
Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.

Giustizia mosse il mio alto fattore;
fecemi la divina podestate,
la somma sapïenza e ’l primo amore.

Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate.
Versi 22-30
Quivi sospiri, pianti e alti guai
risonavan per l’aere sanza stelle,
per ch’io al cominciar ne lagrimai.

Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d’ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle

facevano un tumulto, il qual s’aggira
sempre in quell’aura sanza tempo tinta.
Versi 34-36
Questo misero modo
tegnon l’anime triste di coloro
che visser sanza ’nfamia e sanza lodo.
Versi 82-87
Ed ecco verso noi venir per nave
un vecchio, bianco per antico pelo,
gridando: «Guai a voi, anime prave!

Non isperate mai veder lo cielo:
i’ vegno per menarvi a l’altra riva
ne le tenebre etterne, in caldo e ’n gelo.

Parafrasi

Dante legge sulla porta dell’Inferno un’iscrizione terribile: chi entra deve lasciare ogni speranza. Virgilio lo invita a vincere la paura. All’interno si odono grida confuse, lingue diverse, parole d’ira e dolore. Sono gli ignavi, coloro che in vita non presero posizione: non meritano memoria né vera collocazione. Poi Dante e Virgilio giungono all’Acheronte, dove Caronte raccoglie le anime dannate. Il nocchiero capisce che Dante è vivo e vorrebbe respingerlo, ma Virgilio gli impone di obbedire al volere divino. Il canto termina con uno sconvolgimento cosmico e lo svenimento di Dante.

Spiegazione per blocchi di versi

1-21 · La porta dell’Inferno

L’iscrizione presenta l’Inferno come luogo eterno e giusto. Non è caos arbitrario: è l’esito definitivo del peccato.

22-69 · Gli ignavi

Gli ignavi non hanno scelto: per questo corrono dietro a un’insegna vuota. La loro pena rende visibile una vita senza direzione.

70-99 · Caronte

Il nocchiero infernale è il primo grande custode del viaggio. La sua autorità è forte, ma subordinata al volere divino.

100-136 · Il passaggio dell’Acheronte

Le anime accorrono verso la pena come foglie spinte dal vento. Il terremoto finale segna il passaggio di Dante a una soglia più profonda.

Analisi del canto

Il canto stabilisce il tono etico dell’Inferno. Non basta evitare il male: per Dante anche il rifiuto della responsabilità è una colpa. La porta, gli ignavi e Caronte mostrano tre livelli della dannazione: la legge divina, il fallimento morale dell’indifferenza e il passaggio irreversibile al regno dei morti.

Struttura narrativa e poetica

L’iscrizione sulla porta presenta l’Inferno come effetto della giustizia, non come regno del caos. La ripetizione di “Per me si va” imprime un ritmo solenne e conduce alla frase più celebre del canto: la perdita definitiva della speranza.

Gli ignavi non hanno scelto e perciò inseguono eternamente un’insegna priva di significato, punti da insetti. Sull’Acheronte, Caronte riconosce che Dante è vivo; Virgilio lo richiama al volere superiore. Foglie che cadono e uccelli richiamati dal fischio rendono visibile la massa delle anime.

Temi principali

Giustizia divinaSperanza perdutaIndifferenza moraleSoglia e passaggioPaura della dannazione

Simboli

La porta

È il confine tra il mondo dei vivi e la realtà definitiva della colpa.

L’insegna vuota

Rappresenta una vita priva di ideale e direzione.

Acheronte

È il fiume-soglia che separa l’Antinferno dal vero Inferno.

Figure retoriche e scelte espressive

Anafora

«Per me si va» apre i primi tre versi dell’iscrizione e conferisce alla porta una voce solenne e irrevocabile.

Climax

«città dolente», «etterno dolore», «perduta gente» (vv. 1-3) fa crescere la gravità dalla città alla condizione eterna delle anime.

Enumerazione e plurilinguismo

Sospiri, pianti, parole di dolore, lingue diverse e accenti d’ira (vv. 22-30) costruiscono il caos sonoro dell’Antinferno.

Similitudine

Le anime che si staccano dalla riva sono paragonate alle foglie d’autunno che cadono una dopo l’altra (vv. 112-117).

Citazioni da ricordare

«Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate» (v. 9)
«coloro che visser sanza ’nfamia e sanza lodo» (v. 36)
«Guai a voi, anime prave!» (v. 84)

Contesto storico e culturale

  • Caronte deriva dalla mitologia classica, ma Dante lo inserisce in una struttura cristiana.
  • Gli ignavi riflettono la condanna medievale dell’indifferenza civile e morale.
  • L’iscrizione della porta usa un linguaggio teologico fondato su potenza, sapienza e amore divini.

Mappa narrativa

Porta

Dante legge l’iscrizione d’ingresso.

Antinferno

Appaiono gli ignavi, esclusi da ogni vera memoria.

Acheronte

Caronte raccoglie i dannati.

Svenimento

Dante perde i sensi prima del passaggio.

Domande frequenti

Chi sono gli ignavi?

Sono coloro che in vita non scelsero né il bene né il male, evitando ogni responsabilità morale.

Perché Caronte non vuole far salire Dante?

Perché Dante è vivo, mentre Caronte trasporta le anime morte e dannate.

Che cosa significa “Lasciate ogni speranza”?

Significa che l’Inferno è condizione definitiva: chi entra come dannato non può più cambiare destino.

Chi è “colui che fece per viltade il gran rifiuto”?

Dante non lo nomina. Una tradizione antica lo identifica con papa Celestino V, ma l’identificazione non è certa e resta discussa.

Perché gli ignavi non sono in un vero cerchio?

Perché non hanno scelto abbastanza da meritare neppure una collocazione tra le categorie definite del male: restano nell’Antinferno.

Perché Dante sviene alla fine?

Il cedimento sottolinea la fragilità del pellegrino davanti allo sconvolgimento fisico e morale che accompagna l’ingresso nel regno dei morti.

Personaggi e luoghi collegati

Nota sulle fonti

I versi appartengono al testo della Commedia, opera in pubblico dominio. Sintesi, parafrasi, spiegazioni e apparati sono elaborazioni editoriali del sito e vengono distinti graficamente dal testo originale. Consulta la pagina delle fonti per il metodo e i riferimenti.