Divina Commedia

Strumento di studio

Il contrappasso nell’Inferno di Dante

Spiegazione del contrappasso per analogia, contrasto, metamorfosi e spazio, con esempi dai canti dell’Inferno.

Che cos’è il contrappasso

Con “contrappasso” si indica la relazione tra la colpa commessa e la pena rappresentata nell’aldilà. Il termine compare esplicitamente nella Commedia una sola volta, ma il principio attraversa l’intero Inferno. Non è una tabella automatica: Dante costruisce corrispondenze poetiche diverse, spesso aperte a più letture.

Per analogia

La pena ripete la logica della colpa. I lussuriosi sono trascinati dalla bufera come si lasciarono trascinare dal desiderio; gli indovini, che vollero guardare troppo avanti, hanno il volto girato all’indietro.

Per contrasto

La pena rovescia ciò che fu cercato. I golosi, legati al piacere del gusto, sono immersi in pioggia sporca e fango; gli ipocriti indossano cappe splendenti all’esterno ma pesanti di piombo.

Come metamorfosi

La colpa modifica l’identità. I suicidi diventano alberi, i ladri scambiano forma con i serpenti, i falsari subiscono corruzione del corpo e dei sensi.

Come spazio

A volte è l’intero paesaggio a giudicare: Malebolge frammenta la frode in fossati; Cocito congela il tradimento; la città di Dite separa i peccati di incontinenza dalle forme più consapevoli del male.

Errori da evitare

  • Ridurre ogni pena a una formula scolastica unica.
  • Dimenticare il ruolo del linguaggio e del racconto del dannato.
  • Confondere la pietà provata da Dante con l’assoluzione del personaggio.
  • Separare il contrappasso dal luogo, dai custodi e dal movimento delle anime.

Il termine nel Canto XXVIII

Dante usa la parola «contrapasso» nell’incontro con Bertran de Born, che porta la testa separata dal busto perché ha diviso persone unite da legami politici e familiari. L’episodio chiarisce il principio, ma non autorizza a ridurre tutte le pene a un unico meccanismo.

Il ruolo del custode

Spesso una creatura anticipa la logica del cerchio: Cerbero rende visibile la fame, Pluto l’ossessione per la ricchezza, Gerione l’apparenza ingannevole, Lucifero l’immobilità del tradimento. Il custode non è un elemento aggiunto alla pena; completa l’interpretazione del luogo.

Pena, racconto e responsabilità

Il contrappasso non esaurisce il significato di un episodio. Francesca, Ulisse e Ugolino sono memorabili perché raccontano se stessi e orientano la reazione del lettore. Occorre quindi confrontare ciò che la pena mostra con ciò che il personaggio dice, tace o giustifica.

Una domanda utile per ogni canto

Chiediti: quale parte della scelta compiuta in vita continua a funzionare nella pena? A volte è il movimento, a volte la materia, la postura, la voce o la perdita dell’identità. La risposta deve partire dai versi e non da una formula imparata in anticipo.