Com’è rappresentato
Non ci sono sentieri, foglie verdi o frutti dolci. I rami sono contorti, le spine velenose e le Arpie vi costruiscono i nidi. Le voci si odono prima che Dante comprenda da quali corpi provengano.
Luogo dell’Inferno · Canti XIII
La selva nodosa del secondo girone dei violenti, dove le anime dei suicidi sono trasformate in piante lacerate dalle Arpie.
Non ci sono sentieri, foglie verdi o frutti dolci. I rami sono contorti, le spine velenose e le Arpie vi costruiscono i nidi. Le voci si odono prima che Dante comprenda da quali corpi provengano.
Chi rifiutò il proprio corpo perde la forma umana. La pianta può parlare soltanto quando viene ferita; dopo il giudizio finale i corpi recuperati resteranno appesi ai rami, senza ricongiungersi alle anime.
La metamorfosi rappresenta la rottura volontaria dell’unità tra anima e corpo.
Creature con volto umano e corpo d’uccello che si nutrono delle foglie e producono dolore nelle piante-anime.
Quando analizzi un luogo dantesco, osserva sempre quattro aspetti: materia del paesaggio, movimento delle anime, suoni della scena e rapporto tra spazio e colpa. Nell’Inferno il paesaggio non è uno sfondo neutro: partecipa al giudizio.