Com’è rappresentato
L’acqua è scura e fangosa. Sulla superficie le anime si percuotono con mani, piedi, testa e denti; sotto il fango affiorano bolle prodotte dal lamento degli accidiosi. Flegiàs attraversa la palude con la sua barca.
Luogo dell’Inferno · Canti VII-VIII
La palude in cui gli iracondi si colpiscono sulla superficie e gli accidiosi restano sommersi, incapaci di articolare parole chiare.
L’acqua è scura e fangosa. Sulla superficie le anime si percuotono con mani, piedi, testa e denti; sotto il fango affiorano bolle prodotte dal lamento degli accidiosi. Flegiàs attraversa la palude con la sua barca.
I due atteggiamenti opposti deformano lo stesso bene dell’energia vitale: l’ira esplode senza misura, l’accidia soffoca ogni slancio. La palude rende visibile una interiorità torbida e stagnante.
Flegiàs, figura mitologica trasformata da Dante in traghettatore infernale.
Sulla superficie della palude, durante la traversata verso la città di Dite.
Quando analizzi un luogo dantesco, osserva sempre quattro aspetti: materia del paesaggio, movimento delle anime, suoni della scena e rapporto tra spazio e colpa. Nell’Inferno il paesaggio non è uno sfondo neutro: partecipa al giudizio.