Divina Commedia

Inferno · Canto VI

Inferno, Canto VI

Cerbero, i golosi e la profezia politica di Ciacco

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Illustrazione dedicata a Inferno, Canto VI
Immagine di apertura del canto, usata come orientamento visuale e non come sostituto del testo.

Introduzione

Nel sesto canto Dante arriva nel terzo cerchio, luogo dei golosi. La pena è cupa e materiale: pioggia fredda, grandine, fango, odore e degradazione del corpo. Il custode è Cerbero, creatura tricefala e famelica. Al centro del canto emerge Ciacco, fiorentino, che trasforma il tema della gola in una riflessione politica sulla città di Firenze e sulle sue divisioni.

Il Canto VI unisce una rappresentazione fisica e degradante della gola a una riflessione sulla politica fiorentina. Il fango, la pioggia e Cerbero dominano la scena; Ciacco, però, porta dentro il cerchio il tema della città, delle fazioni e della memoria pubblica.

Riassunto in 10 passaggi

  1. Dante riprende conoscenza dopo lo svenimento del canto precedente.
  2. Si trova nel terzo cerchio dell’Inferno.
  3. Una pioggia eterna, fredda e sporca cade sulle anime.
  4. I golosi giacciono nel fango.
  5. Cerbero li graffia, li scuoia e li assorda con i suoi latrati.
  6. Virgilio calma Cerbero gettandogli fango nelle gole.
  7. Un’anima si alza e parla con Dante: è Ciacco.
  8. Ciacco profetizza le lotte politiche di Firenze.
  9. Dante chiede notizie di alcuni cittadini illustri.
  10. Virgilio spiega che le anime riavranno il corpo dopo il giudizio finale.

Come leggere il canto

Per ricordare il canto, segui il passaggio materia–mostro–politica: fango e pioggia definiscono la pena, Cerbero la rende bestiale, Ciacco la collega alla malattia civile di Firenze.

Cosa ricordare

  • I golosi sono immersi in una pioggia sporca e nel fango.
  • Cerbero amplifica la dimensione bestiale della fame.
  • Ciacco è il primo dannato fiorentino a parlare diffusamente con Dante.
  • La profezia riguarda il conflitto tra le fazioni cittadine.
  • Virgilio introduce il tema della resurrezione dei corpi e dell’intensificazione della pena.

Testo originale · versi selezionati

I passi seguenti sono riportati per accompagnare il commento. La pagina distingue sempre i versi di Dante dalle parafrasi e dalle interpretazioni editoriali.

Versi 1-9
Al tornar de la mente, che si chiuse
dinanzi a la pietà d’i due cognati,
che di trestizia tutto mi confuse,

novi tormenti e novi tormentati
mi veggio intorno, come ch’io mi mova
e ch’io mi volga, e come che io guati.

Io sono al terzo cerchio, de la piova
etterna, maladetta, fredda e greve;
regola e qualità mai non l’è nova.
Versi 13-18
Cerbero, fiera crudele e diversa,
con tre gole caninamente latra
sovra la gente che quivi è sommersa.

Li occhi ha vermigli, la barba unta e atra,
e ’l ventre largo, e unghiate le mani;
graffia li spirti ed iscoia ed isquatra.
Versi 52-57
Ed elli a me: «La tua città, ch’è piena
d’invidia sì che già trabocca il sacco,
seco mi tenne in la vita serena.

Voi cittadini mi chiamaste Ciacco:
per la dannosa colpa de la gola,
come tu vedi, a la pioggia mi fiacco.
Versi 64-69
E quelli a me: «Dopo lunga tencione
verranno al sangue, e la parte selvaggia
caccerà l’altra con molta offensione.

Poi appresso convien che questa caggia
infra tre soli, e che l’altra sormonti
con la forza di tal che testé piaggia.

Parafrasi

Dante si risveglia nel terzo cerchio. Qui la pena dei golosi è una degradazione continua: le anime sono immerse nel fango e battute da una pioggia sporca e fredda. Cerbero, mostro dalle tre gole, le tormenta con fame bestiale. Virgilio lo placa gettandogli una manciata di terra. Tra i dannati, Ciacco riconosce Dante e gli parla di Firenze: la città è divorata dall’invidia e destinata a nuovi conflitti. Il canto collega così peccato individuale e malattia politica della comunità.

Spiegazione per blocchi di versi

1-21 · Il terzo cerchio

La pioggia eterna e il fango trasformano il piacere del cibo in disgusto e abbassamento materiale.

22-33 · Cerbero placato

Virgilio usa la terra come esca: la fame del mostro rispecchia la fame disordinata dei dannati.

34-75 · Ciacco e Firenze

Ciacco passa dalla propria pena alla profezia politica. La gola diventa punto di partenza per parlare di corruzione civile.

76-115 · Destino dei cittadini e giudizio finale

Dante chiede dei grandi fiorentini; Virgilio chiarisce che la pena sarà più perfetta dopo la resurrezione dei corpi.

Analisi del canto

Il canto mostra come l’Inferno non sia solo catalogo di peccati individuali, ma anche lettura della storia. La degradazione dei golosi ha una dimensione fisica evidente, ma l’incontro con Ciacco allarga il quadro: la città stessa può essere malata di desideri, fazioni e invidie. Firenze entra nell’Inferno come problema morale e politico.

Struttura narrativa e poetica

La pena rovescia il piacere dei sensi: ciò che era ricerca di soddisfazione diventa freddo, peso, odore e materia indistinta. Cerbero, con tre gole e tratti animaleschi, incarna una fame che non conosce misura; Virgilio lo placa gettandogli terra.

Ciacco si solleva dal fango e riconosce Dante. La conversazione cambia registro: dalla colpa individuale passa alle discordie di Firenze. La profezia sulle fazioni e le domande relative ai cittadini illustri fanno del canto il primo grande episodio politico dell’Inferno.

Temi principali

Gola e degradazioneFame e bestialitàPolitica fiorentinaProfeziaCorpo e pena

Simboli

La pioggia sporca

Rovescia il piacere sensibile in disagio, freddo e repulsione.

Cerbero

È la fame senza misura, moltiplicata nelle tre gole.

Il fango

Rappresenta l’abbassamento dell’uomo alla pura materialità.

Figure retoriche e scelte espressive

Enumerazione

La pioggia è definita «etterna, maladetta, fredda e greve» (vv. 7-8): l’accumulo rende la pena materialmente oppressiva.

Similitudine

Cerbero che ingoia la terra è paragonato a un cane affamato che abbaia e poi si acquieta mentre divora il cibo (vv. 28-33).

Metonimia

La «città partita» evocata da Ciacco indica Firenze attraverso la sua comunità politica divisa.

Profezia post eventum

Gli eventi fiorentini già noti al poeta vengono affidati a Ciacco come previsione pronunciata nel tempo del viaggio.

Citazioni da ricordare

«Cerbero, fiera crudele e diversa» (v. 13)
«Voi cittadini mi chiamaste Ciacco» (v. 52)
«La tua città, ch’è piena d’invidia» (v. 49)

Contesto storico e culturale

  • Il canto introduce una serie di profezie politiche che attraversano l’Inferno.
  • Firenze è rappresentata come città lacerata da fazioni e invidia.
  • Cerbero, figura mitologica classica, viene trasformato in custode della colpa cristiana della gola.

Mappa narrativa

Risveglio

Dante si riprende dopo lo svenimento.

Terzo cerchio

Compaiono pioggia, fango e golosi.

Cerbero

Il custode tormenta le anime.

Ciacco

Il dannato profetizza le lotte di Firenze.

Domande frequenti

Qual è il contrappasso dei golosi?

Sono immersi nel fango e colpiti da pioggia sporca perché ridussero il desiderio a pura soddisfazione materiale.

Chi è Ciacco?

È un dannato fiorentino del cerchio dei golosi, importante per la profezia politica su Firenze.

Perché Cerbero ha tre gole?

Le tre gole amplificano simbolicamente la fame bestiale e insaziabile.

Che cosa profetizza Ciacco?

Annuncia lo scontro sanguinoso tra le fazioni fiorentine e il successivo prevalere di una parte sull’altra, alludendo agli eventi politici contemporanei a Dante.

Perché un canto sulla gola parla di politica?

Dante usa l’incontro con un concittadino per mostrare che il disordine del desiderio non riguarda soltanto il corpo: invidia, superbia e avidità corrompono anche la comunità.

Che cosa spiega Virgilio sul giudizio finale?

Dopo la resurrezione le anime riavranno il corpo; essendo più complete, percepiranno in modo più intenso anche la pena.

Personaggi e luoghi collegati

Nota sulle fonti

I versi appartengono al testo della Commedia, opera in pubblico dominio. Sintesi, parafrasi, spiegazioni e apparati sono elaborazioni editoriali del sito e vengono distinti graficamente dal testo originale. Consulta la pagina delle fonti per il metodo e i riferimenti.