Divina Commedia

Inferno · Canto III

Inferno, Canto III

La porta dell’Inferno, gli ignavi e Caronte

Illustrazione del Inferno, Canto III
Immagine di apertura del canto: una sintesi visiva del luogo, dei personaggi e del tono dell’episodio.

Introduzione

Il terzo canto conduce Dante e Virgilio oltre la porta dell’Inferno. Le parole incise sull’ingresso definiscono il regno della pena come luogo fondato sulla giustizia divina. Prima ancora dei dannati veri e propri, Dante incontra gli ignavi: anime che in vita non scelsero né il bene né il male. Il canto si chiude sull’Acheronte, dove Caronte traghetta i dannati e Dante sviene davanti al terremoto e al lampo vermiglio.

Il canto III va letto come una tappa precisa del viaggio: non è soltanto un episodio narrativo, ma una scena che mette in rapporto colpa, pena, memoria e responsabilità. Il lettore può usarlo per orientarsi tra testo, parafrasi e interpretazione, collegando i personaggi ai luoghi e ai simboli che li circondano. In questa pagina trovi una guida pensata per lo studio: prima una sintesi, poi i versi chiave, quindi la spiegazione per blocchi e le domande più frequenti.

Riassunto in 10 righe

  1. Dante legge l’iscrizione sulla porta dell’Inferno.
  2. Virgilio gli spiega che deve abbandonare ogni esitazione.
  3. I due entrano nel mondo del dolore eterno.
  4. Dante sente lingue, pianti, grida e bestemmie.
  5. Virgilio gli mostra gli ignavi, rifiutati sia dal cielo sia dall’Inferno profondo.
  6. Le anime corrono dietro a un’insegna senza senso.
  7. Insetti e vermi tormentano i loro corpi.
  8. I due arrivano al fiume Acheronte.
  9. Caronte raduna le anime e tenta di respingere Dante.
  10. Un terremoto e una luce vermiglia fanno perdere i sensi al poeta.

Parafrasi

Dante legge sulla porta dell’Inferno un’iscrizione terribile: chi entra deve lasciare ogni speranza. Virgilio lo invita a vincere la paura. All’interno si odono grida confuse, lingue diverse, parole d’ira e dolore. Sono gli ignavi, coloro che in vita non presero posizione: non meritano memoria né vera collocazione. Poi Dante e Virgilio giungono all’Acheronte, dove Caronte raccoglie le anime dannate. Il nocchiero capisce che Dante è vivo e vorrebbe respingerlo, ma Virgilio gli impone di obbedire al volere divino. Il canto termina con uno sconvolgimento cosmico e lo svenimento di Dante.

Testo originale · versi chiave

Versi 1-9
Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.

Giustizia mosse il mio alto fattore;
fecemi la divina podestate,
la somma sapïenza e ’l primo amore.

Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate.
Versi 22-30
Quivi sospiri, pianti e alti guai
risonavan per l’aere sanza stelle,
per ch’io al cominciar ne lagrimai.

Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d’ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle

facevano un tumulto, il qual s’aggira
sempre in quell’aura sanza tempo tinta.
Versi 34-36
Questo misero modo
tegnon l’anime triste di coloro
che visser sanza ’nfamia e sanza lodo.
Versi 82-87
Ed ecco verso noi venir per nave
un vecchio, bianco per antico pelo,
gridando: «Guai a voi, anime prave!

Non isperate mai veder lo cielo:
i’ vegno per menarvi a l’altra riva
ne le tenebre etterne, in caldo e ’n gelo.

Spiegazione strofa per strofa

1-21 · La porta dell’Inferno

L’iscrizione presenta l’Inferno come luogo eterno e giusto. Non è caos arbitrario: è l’esito definitivo del peccato.

22-69 · Gli ignavi

Gli ignavi non hanno scelto: per questo corrono dietro a un’insegna vuota. La loro pena rende visibile una vita senza direzione.

70-99 · Caronte

Il nocchiero infernale è il primo grande custode del viaggio. La sua autorità è forte, ma subordinata al volere divino.

100-136 · Il passaggio dell’Acheronte

Le anime accorrono verso la pena come foglie spinte dal vento. Il terremoto finale segna il passaggio di Dante a una soglia più profonda.

Analisi del canto

Il canto stabilisce il tono etico dell’Inferno. Non basta evitare il male: per Dante anche il rifiuto della responsabilità è una colpa. La porta, gli ignavi e Caronte mostrano tre livelli della dannazione: la legge divina, il fallimento morale dell’indifferenza e il passaggio irreversibile al regno dei morti.

Temi principali

Giustizia divinaSperanza perdutaIndifferenza moraleSoglia e passaggioPaura della dannazione

Simboli

La porta

È il confine tra il mondo dei vivi e la realtà definitiva della colpa.

L’insegna vuota

Rappresenta una vita priva di ideale e direzione.

Acheronte

È il fiume-soglia che separa l’Antinferno dal vero Inferno.

Figure retoriche

Anafora

“Per me si va...” ripetuto tre volte dà solennità all’iscrizione.

Climax sonoro

Sospiri, pianti, guai, lingue e grida costruiscono una progressione acustica.

Similitudine

Le anime sono paragonate a foglie che cadono una dopo l’altra.

Citazioni famose

Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate
coloro che visser sanza ’nfamia e sanza lodo
Guai a voi, anime prave!

Domande frequenti

Chi sono gli ignavi?

Sono coloro che in vita non scelsero né il bene né il male, evitando ogni responsabilità morale.

Perché Caronte non vuole far salire Dante?

Perché Dante è vivo, mentre Caronte trasporta le anime morte e dannate.

Che cosa significa “Lasciate ogni speranza”?

Significa che l’Inferno è condizione definitiva: chi entra come dannato non può più cambiare destino.

Approfondimenti storici

  • Caronte deriva dalla mitologia classica, ma Dante lo inserisce in una struttura cristiana.
  • Gli ignavi riflettono la condanna medievale dell’indifferenza civile e morale.
  • L’iscrizione della porta usa un linguaggio teologico fondato su potenza, sapienza e amore divini.

Mappa del canto

Porta

Dante legge l’iscrizione d’ingresso.

Antinferno

Appaiono gli ignavi, esclusi da ogni vera memoria.

Acheronte

Caronte raccoglie i dannati.

Svenimento

Dante perde i sensi prima del passaggio.

Personaggi e luoghi collegati